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Successo nella musica: primo ingrediente

Foto Ritratto Bassista Andrea Maccagno

Come si diventa famosi?

Qual è il segreto del successo?

Come si può vivere di solo musica?

Tanti amici mi hanno posto queste domande tantissime volte..specialmente i musicisti.

Sono domande molto semplici con così tante risposte difficili, ci sono così tante variabili e così poche bacchette magiche…o così poche variabili e tante bacchette magiche che…

Dai, non sto facendo come quei nuovi programmi TV che partono con una domanda, passano un’ora a complicarla e finiscono con due domande opposte! (Per carità, non mi sto assolutamente riferendo a #mistero)

Tornando a noi..

Indipendentemente dal tipo di attività, credo che ci siano diversi fattori che determinano il successo o l’insuccesso.

Il primo fattore, in realtà, sei tu!

Per questo motivo, come potete vedere dal titolo “Successo nella musica: primo ingrediente”, ho deciso di creare più articoli; uno per ogni ingrediente…e il primo sei tu.

Una delle definizioni di primo che si trovano sul dizionario è: “…che è in testa ed è quindi superiore ad altri, o ad altre cose, migliore”. Chiarissimo, no?

Bene!

Quindi diciamo che voi avete questa bellissima passione chiamata musica, vorreste che diventasse il vostro lavoro gioco preferito.

Beh, la prima cosa che vi può impedire di farlo è la confusione sul come farlo. Sicuramente bisogna allenarsi e migliorare come artista-musicista , creare canzoni bellissime, avere un prodotto discografico superiore, fare promozione, avere “agganci” ecc, ecc..

Questo è tutto vero, ma se le idee non sono chiare fin dall’inizio ci si ferma prima di cominciare. E’ come voler guidare senza sapere come si usa l’acceleratore. Quindi, lasciamo da parte un attimo le fasi operative e facciamo chiarezza.

Dopo la decisione “la musica è la mia vita”, vediamo il primo strumento: la conoscenza!

Esempio stupido: hai mai sentito dire a qualcuno la parola “produzione”, finendo poi in un discorso confuso, come se si stesse parlando del nulla?

Anche nel mondo della musica esistono tante fasi (creative, lavorative) come tante figure professionali, vediamole:

  • Produzione Esecutiva. Il produttore esecutivo è colui che sotto commissione fa in modo che il prodotto venga realizzato. Si occupa della gestione del budget, logistica; procura e contatta le figure necessarie.
  • Produzione Artistica. Il produttore artistico è colui che cura il prodotto dal punto di vista artistico. Questo include la scelta del/degli arrangiatori e musicisti allo scopo di ottenere il sound artisticamente giusto per l’artista.
  • Arrangiamento. Data una melodia, l’arrangiamento è l’arte di strutturarla, armonizzarla secondo lo stile e genere prescelto. Organizza e armonizza i vari strumenti in modo che siano leggibili e di supporto alla melodia, per ottenere il sound desiderato.
  • Preproduzione. E’ la fase dell’arrangiamento in cui si simulano in modo virtuale tutti gli strumenti che concorrono all’arrangiamento.
  • Registrazione. E’ la fase della produzione musicale dove gli strumenti vengono registrati e sostituiti a quelli virtuali. Si effettua in studio di registrazione utilizzando microfoni, preamplificatori, convertitori e registratori, sia digitali che analogici. Le sessioni di registrazione vengono anche chiamate “turni”, da qui…
  • Turnista. E’ un musicista che, su commissione, viene chiamato per suonare in un preciso progetto musicale o come appoggio ad un Artista o Band (il termine viene anche usato per indicare il musicista che viene chiamato per suonare musica dal vivo, non solo in studio di registrazione).
  • Mix. E’ la penultima fase nel ciclo di produzione musicale. E’ il momento dove tutti gli strumenti registrati e/o virtuali vengono uniti per creare un prodotto stereofonico che possa essere in seguito duplicato e distribuito. E’ un’operazione sia tecnica che artistica. L’ingegnere del suono utilizza diversi strumenti, chiamati processori di segnale (come dice il nome, modificano il suono registrato, può essere ad esempio un “riverbero” o un “compressore”) al fine di rendere “l’impasto” dei vari suoni omogeneo e piacevole all’ascolto, mettendo in evidenza alcuni strumenti che caratterizzano il sound desiderato. In questa fase è fondamentale la presenza del produttore artistico, l’arrangiatore e l’artista, poiché è il momento in cui si completa il lavoro.
  • Mastering. E’ l’ultima fase lavorativa. Nasce nel passato, quando i mezzi di distribuzione della musica erano i vinili e le musicassette. Questi supporti, avendo poca reazione dinamica e una risposta in frequenza molto limitata (basse e alte frequenze limitate), necessitavano che l’audio che si intendeva duplicare avesse una dinamica molto contenuta e le frequenza super basse e super alte venissero eliminate per evitare sgradevoli distorsioni. In questa fase si utilizzano i files stereo prodotti nel mixaggio e vengono ulteriormente controllati sia come volume che come equalizzazione generale, con lo scopo di rendere i brani omogenei fra di loro nel prodotto discografico.

E tu, quale strada scegli?

Andrea Maccagno

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